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NUOVO AUTORE SU OBIETTIVO CLICK: LAURA SANDRI

sabato 11 novembre 2017

Un click con il cellulare: perché usare le lenti addizionali.

Inizialmente ero un po’ indecisa in merito all'acquisto di un’ ottica aggiuntiva per cellulari e forse avrei rimandato ancora per un po’, se non fosse che un giorno qualcuno ha ben deciso di regalarmele. Sta di fatto che da quando le ho sempre con me non posso fare a meno di usarle. La mia riflessione è questa: la fotografia fa parte del quotidiano ed a sempre più persone piace catturare il momento in maniera originale, aggiungendo sempre qualcosa di diverso, che sia un effetto un colore o quant'altro, quindi perché non aggiungere una lente in più al nostro cellulare? Oggi il cellulare è diventato lo strumento più usato per i selfie e per condividere immagini sui social, anche perché in ogni momento lo abbiamo sempre con noi, ed in ogni momento possiamo fare una bella foto. Tant'è che l’industria stessa si impegna a produrre cellulari con ottiche sempre più prestanti e con caratteristiche sempre più simili alle reflex digitali, come ad esempio il tentativo di riprodurre l’effetto ritratto isolando lo sfondo con una leggera sfocatura, oppure cercare di dare la tridimensionalità dei soggetti rendendo le immagini quasi o molto vicine alla realtà e a ciò che una reflex digitale può fare. Infatti oggi si è un po’ tutti molto esigenti con ciò che il nostro cellulare può fare, condividendo la comodità di averlo già a portata di mano. 
Ma chi mastica un po’ di fotografia spesso ha comunque una punta nostalgica, quella cioè di non aver portato con se lo strumento giusto per determinate situazioni e inquadrature. 
Se anche voi come me sentite questa sensazione, forse anche voi avete bisogno di un piccolo accessorio che aggiunga alcune capacità al vostro cellulare. Stiamo parlando appunto delle ottiche aggiuntive per cellulari. 
Ma cosa sono, come si usano e che risultati possiamo ottenere?
Le ottiche aggiuntive fungono un po’ da obiettivo interscambiabile, come succede con le fotocamere digitali che sono composte da zoom, grandangolari oppure obiettivi macro. Nelle reflex digitali a seconda della nostra esigenza andiamo ad utilizzare un obiettivo specifico che possa aiutarci ad esempio a fotografare un paesaggio molto ampio o un’intera stanza, oppure avvicinarci a un soggetto molto lontano, fotografare un insetto oppure un fiore. Per ogni soggetto abbiamo un obiettivo dedicato. L’unico svantaggio delle reflex e che sono molto pesanti e talvolta ingombranti fatto salvo alcune mirrorless di ultima generazione che hanno obiettivi ultracompatti.
Le ottiche aggiuntive per cellulare servono proprio a questo ad aumentare le capacità della lente del nostro smartphone per ottenere risultati simili alle reflex, con il vantaggio di averle sempre a portata di mano. Così che senza ingombro e senza pesi smisurati si riesce a fotografare il soggetto in modo davvero creativo. Ogni lente addizionale ha la sua funzione, ci sono kit composti da grandangolari, fisheye, zoom, e macro facilmente adattabili ad ogni modello di cellulare. Ma come si usano? Molto semplice alcune si adattano al design del nostro cellulare e basta solo trovare l’incastro giusto sopra la lente del proprio cellulare. Altri invece si applicano come una molletta coprendo l’obiettivo dall'alto. Ogni lente è anche sovrapponibile con le altre creando effetti addizionali di tipo macro. Sta alla nostra creatività e alle indicazioni dell’accessorio che andremo a comprare consigliarci quale  lente abbinare per ottenere determinati effetti e risultati.
Il kit che ho avuto in regalo ad esempio riporta due lenti abbinabili ad altre due di base, per un totale di quattro lenti interscambiabili che fanno da grandangolo, Fisheye e macro con due livelli di zoom 10x e 15x.







I risultati sono molto simili a quello che si otterrebbe con una reflex. Ovviamente stiamo sempre parlando di foto fatte con cellulare, quindi la risoluzione dell’immagine farà sempre capo alle capacità del nostro smartphone. Ma in ogni caso può renderci molto creativi.
Di fatto prima di fare una bella foto con strumenti costosi possiamo considerare che l’essere creativo sia una buona partenza per chi voglia avvicinarsi alla fotografia,  senza frugare troppo nel portafoglio. Queste ottiche hanno un prezzo molto contenuto ed hanno il vantaggio di essere piccolissime e leggere, tanto da dimenticare che le abbiamo in tasca. Queste lenti di fatti possono talvolta appagare quel desiderio che a volte nasce di fare una foto particolare in un momento particolare senza portarsi dietro troppo peso. Per la fotografia concettuale può essere un ottimo strumento, in quanto non sempre si necessita di strumenti di un certo tipo per ottenere buoni risultati ma di un buon concetto o una situazione espressa nel momento e nel posto giusto. È ormai noto che anche il cellulare rientra fra gli strumenti più usati anche da giornalisti e artisti fotografi che hanno fatto dei loro scatti mostre di una certa importanza, fotografando eventi che altrimenti non avrebbero potuto fotografare. Anche nei Tg talvolta ci sono reportage di alcune scene riprese con il cellulare. Ormai il cellulare fa parte del nostro vivere al presente, ed essere creativi significa anche questo, essere pronti in qualsiasi momento. Queste lenti si possono portare in borsa o in tasca senza nessun ingombro addirittura indossarli durante le nostre passeggiate. Niente di meglio per chi vuole catturare l’attimo in maniera creativa. Di seguito alcune foto realizzate con questo tipo di lenti.









lunedì 30 ottobre 2017

domenica 29 ottobre 2017

RN#




Contemporary landscape

domenica 22 ottobre 2017

#RN



Contemporary landscape

sabato 19 agosto 2017

Ricetta: La Scatola Fotografica

Esempio di scatola fotografica in polistirolo, con fessura a T.


Ingredienti:

Scatola da scarpe o cartoncino di polistirolo per architetti

Carta d'alluminio

 Spillo

Carta sensibile

Liquido di sviluppo

Liquido d'arresto

Lampadina rossa

Bacinella

Nastro adesivo

Lastra di vetro grande circa un foglio A4

Il foro stenopeico, non è altro che un piccolissimo forellino ottenuto con la punta di uno spillo su di una superficie sottile. Possiamo crearne uno ad esempio con la carta d'alluminio. A cosa può servire? Semplice, a fare da obiettivo per la nostra fotografia con la scatola fotografica. Quando non esistevano le lenti era il metodo per proiettare immagini su una superficie piana, alcuni pittori ad esempio lo usavano all'interno di ambienti chiusi per fare copie di paesaggi. Bastava avere un contenitore di legno e questo piccolo forellino per avere tra le mani un'ottimo strumento per creare disegni e foto. Ogni micro misura di questo piccolo forellino insieme al materiale impiegato da risultati diversi. Ci sono dei siti internet specializzati sul foro stenopeico se avete tempo di leggere dategli un occhiata. Qui vogliamo solo divertirci un pò creando da soli una "scatola fotografica" rudimentale ma perfettamente funzionale per il nostro scopo.

Per fare ciò, non occorre molto: basta una scatola qualunque anche da scarpe oppure un cartoncino di polisterolo da architetti che potrete ritagliare e progettare a vostro gusto, un foglio di carta d'alluminio e della colla. In foto un esempio disegnato di scatola fotografica che avevo realizzato molti anni fa. In alto aveva una fessura per inserire una lastra di polistirolo fatta a forma di T di modo che una volta inserita chiudeva il tutto senza far penetrare la luce. Molto importante non lasciare fessure agli angoli, se avete del dubbio passate con la colla gli angoli e verniciate il tutto.

La scatola avrà da un lato (quello più lungo), un foro di circa 2 cm tagliato a forma quadrata. Su questo andremo a incollare dall'interno la carta d'alluminio sul quale avremmo fatto il nostro forellino stenopeico che sarà proprio al centro del quadrato. In questo modo avremo la scatola con "obiettivo" e "coperchio". Per tappare momentaneamente il piccolo forellino potremmo usare il cartoncino che abbiamo ritagliato
Nella parte interna della scatola dal lato opposto posizioneremo la nostra carta sensibile, ma questo lo faremo successivamente in una stanza buia, con accesa una lampadina a luce rossa.
La carta sensibile la potete acquistare dal vostro fotografo di fiducia, insieme alla bottiglia di liquido per sviluppo ed una per l'arresto, che serviranno per sviluppare la vostra fotografia.
Basterà una bacinella e dell'acqua. La lampadina la potete trovare facilmente in commercio.
Ci sono strumenti professionali che consentono di ottenere risultati molto più accurati, ma ripeto questo è solo un modo per capire come ottenere un'immagine fotografica divertendoci un po'.

Per prima cosa dobbiamo creare l'ambiente: un'ambiente chiuso con assenza completa di luce. Accendiamo solo la nostra lampadina a luce rossa, apriamo con cura la nostra scatola e posizioniamo dal lato opposto del nostro foro stenopeico la carta sensibile con del nastro adesivo oppure con angoli adesivi per fotografie. Chiudiamo il tutto in modo che dall'interno non penetri nemmeno un filo di luce, chiudiamo anche il forellino con il pezzetto di cartoncino, lo toglieremo quando faremo il nostro primo "scatto" e la nostra prima foto.

Portiamo la nostra scatola all'esterno e posizioniamola in un punto dove vogliamo fare la foto. È preferibile scegliere un soggetto statico, ad esempio un bel paesaggio, altrimenti un soggetto disposto a stare immobile per tutto il tempo dello scatto. Liberiamo il piccolo forellino, stando attenti a tenere ferma la nostra scatola (che il vento non la porti via) magari posiamoci sopra un peso modesto (un libro, un sasso). Lasciamo stare lì il tutto per una mezz'oretta e se avete pazienza anche un pò di più. Date così modo alla luce che penetra dal foro stenopeico di disegnare tutto ciò che vede all'esterno e riportarlo nella carta sensibile che si trova all'interno. Potete fare più esperimenti e stabilirne il tempo giusto. Una volta che avete atteso tale periodo richiudete il forellino e portate il tutto all'interno della vostra camera oscura. Accendete la luce rossa e procedete ad aprire la scatola per poter liberare la carta sensibile.

Il foglio sarà bianco non notere niente fintanto che non immergerete il foglio nel liquido di sviluppo.
In questo procedimento piano piano vedrete delinearsi il negativo di ciò che avrete fotograto. 
Adesso velocemente passate la carta sotto acqua corrente ed immergetela successivamente nel liquido di arresto che servirà a fissare l'immagine per sempre sulla carta sensibile.

Per il positivo?

Semplice: sempre in camera oscura e a luce rossa prendete un altro foglio di carta sensibile nuovo e fate combaciare entrambe le parti sensibili con l'immagine.. Appoggiate sopra la lastra di vetro, accendete per un'attimo la luce della stanza, come per simulare un colpo di flash, poi tornate di nuovo a luce rossa. Prendete la nuova carta sensibile che è stata impressionata con la luce e procedete come nel primo caso, con liquido di sviluppo, acqua e liquido di arresto fino ad ottenere l'immagine chiara sulla carta.
 Questa volta comparirà l'immagine in positivo e quindi la vostra foto per come è stata fatta.

Se provate a costruire la scatola fotografica condividetela insieme alla foto, sarà un piacere vedere risultati anche simili, perché potete usare materiali diversi come ad esempio fatta di legno. 

Di seguito il mio primo risultato ottenuto con la mia prima scatola con foro stenopeico, non era sicuramente uno dei risultati migliori ma lo conservo in ricordo del mio primo esperimento.
Vi assicuro però che con questa piccola scatola si possono ottenere risultati assai molto più nitidi. 

Fotografia negativa
Fotografia positiva

Se non siete soddisfatti con il vostro risultato esistono in commercio kit completi per costruire una fotocamera con foro stenopeico, ed i prezzi sono davvero contenuti.
Ispiratevi alla storia, oggi è la giornata mondiale della fotografia e del dagherrotipo, trovere senz'altro ottimi spunti per creare qualcosa di originale.

domenica 16 luglio 2017

sabato 8 luglio 2017

Ritorno al Passato: un giorno a Norcia.

Anche se non ci sono parole o immagini che possano descrivere le emozioni di questo viaggio voglio esporvi ugualmente le mie impressioni e la mia esperienza fotografica a Norcia. Durante il percorso prima di arrivare al paese ho notato subito come il paesaggio cambiava ad ogni curva, si presentava in maniera diversa per tanti piccoli dettagli. In prossimità di Norcia i semafori provvisori posizionati a bordo strada e sempre lampeggianti rallentavano la marcia di ogni veicolo, ci sono roulotte adiacenti alle case e all'edicola. Pur essendo un periodo estivo, non erano stazionate li per una prossima vacanza come succede nelle aree abilitate alla sosta, ma perché le persone pur vicino alle loro case dormono e vivono lì. Il timore di nuove scosse di terremoto è sempre attuale. Le roulotte sono abitate come in campeggio dove la privacy non è di legge e le persone le vedi semplicemente per come sono e per tutto ciò che gli è rimasto: il necessario per vivere. Mentre tra le nostre strade della Toscana scorgiamo i venditori ambulanti di porchetta, angurie e arance provenienti da tutta Italia li troviamo solo cartelli scritti in rosso di patate rosse e cipolle rosse che sono poi i prodotti della zona attraverso i quali la loro economia va avanti. Arrivati a Norcia sulla sinistra troviamo i primi crolli delle mura esterne. Abbiamo parcheggiato subito: non ci sono problemi di parcheggio c'è posto libero ovunque e dappertutto: subito il vuoto. Il primo locale del paese è chiuso con un cartello alla porta: si è trasferito nella zona Stadio. Procedendo a piedi Alcune attività riportano la stessa dicitura: sono le attività che hanno subito i danni maggiori e sono rimaste chiuse in attesa che la burocrazia faccia il suo corso in tutte le sue fasi fino alla ristrutturazione e talvolta ricostruzione degli edifici. Sembra quasi che il tempo a Norcia si sia fermato ed il posto più spazioso sia diventato il luogo temporale del presente in cui tutti sono stati catapultati. L'edicola a destra è una struttura prefabbricata: entro per comprare una cartolina del posto, ne erano rimaste solo di un tipo: un piccolo pacchettino forse una decina che inizialmente non si riusciva a trovare perché nascosto tra i comparti del prefabbricato. Era la cartolina della piazza centrale con il Campanile e la Basilica. Devo essere sincera non è stato facile per me prendere in mano subito l'attrezzatura fotografica per iniziare a fare qualche scatto. Scendendo dalla macchina mi sono fermata un attimo ed ho provato come la sensazione di invadere un luogo e uno spazio diverso, quasi sacro, che non ci appartiene. Un po' per rispetto è un po' per questa sensazione ho scattato le prime foto con il cellulare. Poi mi sono fatta coraggio ed ho pensato che fosse giusto rendere quelle immagini il più possibile chiare a tutti, così ho preso la mia fotocamera digitale ed ho cominciato il mio percorso fotografico all'interno della cittadina, pur consapevole che non ci saranno immagini che andranno a esprimere ciò che vedi con i tuoi occhi, le tue sensazioni, poiché anche i tuoi occhi stentano a credere a ciò che vedi.
Moltissime vie del paese riportano la solita scritta "Zona Rossa" in cui l'accesso è sbarrato. Rossa come le loro patate e le loro cipolle trovate per strada. Subito dopo le sbarre la desolazione e il silenzio. Si il silenzio è ciò che domina oggi Norcia. Un paese fantasma di case che anche se apparentemente in piedi in realtà la maggior parte abbandonate. Solo poche finestre aperte, e se c'è una finestra aperta si sente solo il fruscio di qualcuno che a passi lenti forse sta sistemando o prendendo le sue cose. Alcuni negozi aperti si alternano tra quelli invece chiusi. Il bancomat del paese a fianco alla basilica ancora riporta la polvere del crollo. Nel bar adiacente anch'esso chiuso intravediamo dal vetro oggetti, patatine e generi confezionati, tutti a terra. Ore 12.30 in piazza passa un furgoncino con su scritto "Amo Norcia" con su disegnato un cuore rosso. Il rosso è il colore che più si ripete in questo giorno a Norcia. Rosso come il semaforo che ci fa fermare e riflettere. Scende un ragazzo giovane apre il retro del furgone e tira fuori un lungo tubo di gomma per annaffiare i fiori.
Certo che ama Norcia! Perché nonostante tutto ci sono dei bellissimi vasi di fiori intorno alla statua della piazza centrale, che ridonano vita al grigio della polvere e al rosso dei mattoni ammucchiati. Ci siamo fermati a mangiare nel ristorante nella piccola piazza a fianco ed i camerieri ci hanno gentilmente invitato a scegliere se stare nei tavoli esterni oppure interni al locale. Una scelta banale ma lì non propriamente scontata. Trovavo davvero molto insolito mangiare fuori perché a Norcia oggi c'erano 34 gradi, un caldo insolito che nessuno avrebbe sopportato se non per cause maggiori, forse per paura dell'ennesima scossa. Così ci siamo seduti all'interno del locale che era davvero fresco e si stava decisamente bene. Che dire sui prodotti del locale e i piatti che ci hanno servito: belli di aspetto e più che buoni al palato ad un prezzo onestissimo e ad un'accoglienza davvero straordinaria. Sulla prima pagina del menù troviamo poche parole scritte che invitano a provare i vini, le etichette della zona e ad approfittare di un supporto che avrebbero concesso a chiunque per consentire a tutti di portarsi via il resto del vino e finire di gustarselo nelle proprie case.
Abbiamo mangiato molto bene, no di più, e siamo stati salutati con un piccolo biglietto da visita di cui uno sconto diretto in un altro negozio: un'invito a fermarsi a comprare i prodotti locali di Norcia, perché si sa che i loro prodotti norcini fanno davvero eccezione! Anche se proprio loro sarebbero giustificati a non fare alcuno sconto abbiamo approfittato dell'invito perché uno sconto è dignità e gentilezza da qualsiasi persona che voglia omaggiarti della tua presenza. Lo abbiamo accettato e a fine serata non ci siamo fatti mancare i prodotti tipici del luogo. Abbiamo preso anche una piccola calamita di legno con incisa Norcia per come era. Non è facile comunque uscire dal negozio con un piccolo acquisto, perché di fatto vorresti comprare più cose consapevole che comunque ogni contributo anche se piccolo è un'incoraggiamento per le poche attività che con coraggio sono rimaste lì al servizio del paese, per coloro che vivono ancora lì. Dopo qualche foto sono stata colta da un colpo di caldo mi sono seduta in un bar a bere qualcosa di fresco e lì in quel piccolo locale è nato un sincero dialogo con i proprietari che esprimevano le loro sensazioni di ieri e di oggi e di come Norcia sia davvero cambiata non tanto per gli edifici crollati ma per la presenza o meglio assenza delle persone. Da un paese stracolmo di turismo (soprattutto in questi mesi di Luglio e Agosto) siamo passati al silenzio più totale. Il ragazzo che ci ha servito racconta "che mai aveva sentito il cinguettio degli uccellini, a Norcia si sentiva solo il vocio dei turisti, dei passanti e delle persone che affollavano le vie e le piazze". E la cosa, posso dirvi, è davvero impressionante, perché è come se noi arrivassimo a Cortona o a Firenze e non trovassimo nessuno, solo per citare alcuni dei luoghi turistici.
È stato impressionante per me che non ci ero mai stata, posso immaginare per chi ha vissuto quei luoghi nella sua quotidianità.
"È vero" dice il ragazzo del bar "il locale non ha subito danni perché nell'anno precedente è stato ristrutturato, solo la parete adiacente alla struttura a fianco ha subito i danni dovuti al crollo del locale a fianco" e guardando fuori dal locale aggiunge "ma che ne sarà della nostra attività se non ci sarà nessuno?". Loro sono rimasti lì al servizio del paese ed hanno continuato a lavorare e si ritengono davvero fortunati anche se consapevoli di tutto ciò che li circonda e di ciò che sarà il prossimo inverno: sarà ancora più difficile perché il vuoto sarà assoluto.
Ho voluto accompagnare le foto con questa mia riflessione per rivolgervi un invito diretto: fatevi coraggio appena aprono le strade andate in questi luoghi perché il contributo più grande oltre il contributo economico siamo noi e la nostra presenza.
Ore 22:39, lo stesso giorno a Norcia 8 Luglio, evento sismico di magnitudo 3.2.
Il mio pensiero è per loro e per tutti coloro che nonostante tutto vivono con coraggio e non si arrendono. Di seguito le fotografie scattate con cellulare, nei prossimi giorni troverete alcuni post con le fotografie scattate da reflex digitale.


Strada per Norcia  : Patate Rosse e Cipolle. Foto di Katy Parreira. 8 Luglio 2017

Strada per Norcia  : Patate Rosse. Foto di Katy Parreira. 8 Luglio 2017

Entrata a Norcia: le mura. Foto di Katy Parreira. 8 Luglio 2017

Basilica di S.Benedetto a sinistra il Palazzo Comunale. Foto di Katy Parreira. 8 Luglio 2017

Zona Rossa. Foto di Laura Sandri. 8 Luglio 2017

Ponteggi. Foto di Laura Sandri. 8 Luglio 2017

L'orologio. Foto di Laura Sandri. 8 Luglio 2017

Abitazione. Foto di Laura Sandri. 8 Luglio 2017

Le bambole. Foto di Laura Sandri. 8 Luglio 2017

Norcia: Ritorno al Passato. Ottica aggiuntiva. Foto di Katy Parreira. 8 Luglio 2017

Rielaborazione digitale della prima pagina del menù. Foto di Katy Parreira. 8 Luglio 2017

sabato 17 giugno 2017

martedì 23 maggio 2017

domenica 21 maggio 2017

​ Foveon o Fovea Centralis?

Ora qualcuno si chiederà: Cos'è? Di cosa stiamo parlando?
Se facciamo un giro nel web troveremo che alcuni forum o gruppi fotografici prendono proprio questo nome "foveon" dettato da un unico e specifico motivo che è legato alla fotografia. Non tutti infatti sanno che "Foveon" è un particolare tipo di sensore creato dall'omonima azienda, ora parte di Sigma. È un sensore con una resa fotografica molto particolare, tanto da suscitare dibattiti interessanti sulla qualità dell'immagine. Di fatto tale sensore riesce a catturare molto bene i colori mediante un particolare procedimento di separazione verticale dei colori riversati in un unico punto. Di fatto sembrerebbe che per alcuni, il sensore dotato di questi tre livelli, sia davvero unico nel suo genere per accuratezza dei colori e dei dettagli, poiché nettamente migliore in qualità dell'immagine rispetto ad altri sensori presenti sul mercato, che adottano una sintesi di colore diversa, cioè su di un unico strato (sensore a mosaico) che assegna uno specifico colore per interpolazione. Non che quest'ultimo metodo non sia una sintesi valida ma secondo alcuni pareri è molto meno accurata dei tre strati di colore RGB che lavorano in verticale. Il sensore a mosaico secondo alcuni pareri sembra che a volte faccia una interpolazione algoritmica di riproduzione del colore non propriamente fedele ai colori proposti dalla realtà. Il sensore Foveon invece per alcuni sembrerebbe avere il vantaggio (e per altri lo svantaggio) di non effettuare questo tipo di interpolazione algoritmica digitale, con una resa finale molto simile alle vecchie pellicole a colori proponendo un risultato più tridimensionale dell'immagine, anche se a detta di alcuni la scarsità di luce sembra rendere questo metodo meno efficace. Difetto direi che si verifica forse in quasi tutti gli strumenti digitali: la scarsità di luce ad esempio nei nostri smartphone produce una quantità di puntini tali (detto disturbo o rumore) da rendere l'immagine davvero poco nitida. Lo stesso rumore infatti non si crea mai, quando siamo a pieno sole, dove al contrario riusciamo a percepire nell'immagine dettagli che solo ingrandendo con uno zoom riusciamo a vedere.
La maggior parte delle fotocamere in commercio oggi usano un sensore a mosaico e di fatto molte fotocamere hanno perso quella nitidezza iniziale tipica delle pellicole e della fotografia a rullino, tanto che nella maggior parte delle fotografie digitali si evidenzia un particolare tipo di sfocatura che induce ogni fotografo a una correzione quasi forzata dei file per la tonalità, le curve, i livelli di luminosità e il contrasto, utilizzando l'ausilio di software dedicati all'elaborazione digitale. Riassumendo quindi i due metodi potremmo fare anche una distinzione di costi, in quanto nel primo caso sembra sia un sensore molto più costoso in paragone all'altro, anche se tirando le somme direi che le aziende produttrici che usano il sensore di tipo "foveon" siano riuscite a mettere sul mercato macchine fotografiche di ottima qualità a prezzi davvero contenuti, forse a discapito di alcuni dettagli quali il design oppure al numero di accessori a corredo, ma direi alle quali non possiamo dir nulla in quanto a qualità d'immagine. Altre aziende invece creano molteplici modelli di fotocamere e accessori dal design molto bello e accattivante ma con la qualità di immagine dettata da un sensore comune a mosaico a prezzi davvero improponibili.
Ma parlando di anatomia la "fovea" la troviamo nell'occhio umano, un punto detto Fovea Centralis ovvero tradotto "fossa centrale" poiché posta nella parte centrale dell'occhio che è la più importante per la percezione dei colori. Per capire meglio apriamo una parentesi cercando di capirne il funzionamento. Nella fovea troviamo i ricettori sensibili sia al colore, che alla forma, che alle dimensioni e ai dettagli: i così detti coni, che ricorderemo aver già studiato a scuola. Mentre dal centro della fovea verso l'esterno, al di fuori della zona descritta come fossa centrale, abbiamo i così detti bastoncelli che non sono altro che diversi ricettori che ci permettono di distinguere il movimento anche con scarsità di luce, poiché molto sensibili alla luce. Sono loro che con la coda dell'occhio ci avvisano del movimento, poi giriamo la testa e con la parte centrale (fovea) distinguiamo bene il soggetto in quanto a colore forma dimensione e dettaglio.
Tutti i migliori ingegneri hanno dedicato il loro genio per avvicinarsi a questo tipo di resa cromatica, che è la percezione umana dell'occhio per quanto riguarda colore, e dettaglio.
Tornado ora all'altro tipo di sensori adesso però la domanda nasce spontanea: ma se Foveon si è ispirato all'occhio umano allora l'altro sensore a mosaico a chi si ispira? 
Avete mai visto una mosca al microscopio? Il loro sistema visivo è proprio quello a mosaico. La visione a mosaico infatti è tipica degli insetti, che è come se fosse composta da più occhi, i quali captano diversi livelli di luce, con i quali catturano le informazioni visive e l'immagine che si forma è data proprio dall'insieme dei dati percepiti da più occhi formando un'immagine finale proprio simile a un mosaico perché creata per sovrapposizione. Sta di fatto che questo permette agli insetti di percepire minimi e rapidi movimenti, dettati da impulsi luminosi perché propriamente dotati di ricettori luminosi simili ai nostri bastoncelli che captano il movimento in base alle variazioni di luci, questo per sfuggire rapidamente agli attacchi dei predatori, con un solo svantaggio però: non gli consente di distinguere bene i dettagli, tipico di apparati visivi in cui sono assenti i coni, che al contrario sono presenti invece nella fovea dell'occhio umano e nell'apparato visivo di altre specie animali come ad esempio nelle scimmie. Che dire allora: meglio distinguere bene un immagine in movimento o distinguerne nettamente i colori e i dettagli? Nell'occhio umano esistono entrambe le funzionalità e coniugate insieme fanno il cocktail perfetto. Pur valutando entrambi i sensori nei loro pregi e difetti siamo ancora molto lontani da ciò che potremmo ottenere da una fotocamera se davvero dovesse avere tutte le caratteristiche e le funzionalità dell'occhio umano. 
Per l'occasione e per la curiosità che suscita questo argomento da oggi si apre la categoria FOVEONISTA per indicare coloro che usano tali fotocamere dotate di questo tipo di sensore, invitando i "foveonisti" ad aggiungere questa etichetta qualora scattino foto con questo particolare tipo di sensore. Intanto buona "fovea centralis" a tutti.

sabato 20 maggio 2017

Norcia: Ritorno al Passato

Buongiorno carissimi amici e autori di Obiettivo Click, oggi vorrei condividere con voi un esperienza e un modo diverso di vivere il blog e la fotografia. 
L'idea è quella di passare una giornata fotografica in una zona colpita dal terremoto. 
Una mattina alla radio ho sentito l'esperienza di una coppia che per festeggiare il loro anniversario, fra tutte le parti d'Italia ha scelto proprio una di queste zone, dicendo che questi posti non meritano il completo abbandono ma meritano di essere visitati, a prescindere dagli eventi. Il messaggio voleva anche dire che: una nostra visita è un incoraggiamento per coloro che ad oggi lottano ancora per la ricostruzione delle loro case, dei loro comuni, e delle loro attività; possiamo approfittare delle bontà e dei loro prodotti tipici, perché alcune attività continuano ad esistere, e a fare i conti con ciò che è rimasto. 
Nel momento in cui ascoltavo questa esperienza mi è venuta in mente subito Norcia poco distante da qui, dove una mia carissima amica ha passato parte della sua estate ed ha avuto modo di apprezzarla, poco prima che fosse colpita dalla scossa di terremoto del 30 ottobre 2016, la più forte che ha raggiunto magnitudo 6,5. Ci sono state altre scosse in questa zona ma quest'ultima è stata la più forte in assoluto e la causa del cedimento quasi totale della Basilica di San Benedetto, di cui resta solo la facciata. Si aggiunge a questi danni la semi-distruzione della frazione di Castelluccio di Norcia, e a ruota molti altri comuni di cui purtroppo abbiamo sentito parlare nei TG.
Personalmente non sono mai stata in queste zone, quindi ho pensato: perché non farlo ora? Tantissimi posti (a prescindere dagli eventi che si sono verificati) meritano di essere visitati.
L'Italia insieme alle sue isole e arcipelaghi è piena di "perle" di una bellezza unica. 
A volte davvero non c'è bisogno di andare troppo lontani, per trovare tanti dettagli da fotografare e da aggiungere al nostro portfolio di ricordi o alla nostra esperienza di vita.
Nel momento in cui ho ascoltato la radio mi sono sentita parte di quella esperienza, ed ho pensato di condividere quel pensiero con qualche scatto fotografico. Non so fino a che punto potrò avvicinarmi a Norcia, ma l'obiettivo per me è quello di fare un percorso di riflessione fotografica. 
Con l'occasione aprirò nel blog una nuova categoria il PORTFOLIO, nell'intento di poter raccontare una storia attraverso scatti fotografici diversi ma con un filo logico unico, nella speranza di tornare simbolicamente ad un passato non troppo lontano, dove la quotidianità di queste persone era tutto ciò che abbiamo noi oggi. Per chi volesse venire con me, ho disposto un link sotto con il suggerimento di alcune date in cui pensavo di partire. Se tra queste date individuate un momento in cui ci siete anche voi,  mi farà piacere organizzarmi per condividerlo e trovarci lì uniti in un Click! E chissà magari successivamente riportare in fotografia la nostra esperienza. Anche una sola immagine a volte vale più di mille parole!
Di seguito una delle fotografie di Norcia prima del sisma di Samanta Airoldi:

Norcia - Foto di Samanta Airoldi

Queste le date in cui vorrei partire: scegli anche Tu una data per andare a Norcia.
Nel link evidenziato troverete il calendario con tre date disponibili per la scelta del giorno, è stato fatto con Doodle  di Google e verrà chiuso il 5 Giugno.

DATA DI PARTENZA: 8 LUGLIO 2017

venerdì 19 maggio 2017

martedì 16 maggio 2017

giovedì 11 maggio 2017

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