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giovedì 14 gennaio 2016

domenica 20 dicembre 2015

sabato 7 novembre 2015

IL VENTO

KENOX S630  / Samsung S630 - Settembre 2008

domenica 30 agosto 2015


Georgia

sabato 9 maggio 2015

Perché l'Open Source in fotografia?

I software "Open Source" sono quell'insieme di programmi che chiunque è libero di usare e scaricare nel proprio computer perché sono liberi e sotto una licenza pubblica di condivisione anche per scopi commerciali. In ogni settore troviamo un programma di libero uso, dobbiamo solo saperne il nome e l'indirizzo web dell'organizzazione per poterlo usare. Alcune organizzazioni rendono disponibile anche il codice sorgente per coloro che vogliono non solo fruire del progetto ma anche diventarne collaboratori. In ogni caso il fruitore può usarlo liberamente senza esserne collaboratore, o senza alcun costo, ma se lo desidera può fare una donazione per contribuire agli stessi obiettivi.
Con questo articolo, approfitto per ringraziare tutti coloro che si sono impegnati e si impegnano nella segnalazione di programmi Open Source, sia per chi lo ha fatto privatamente o chi pubblicamente è davvero un buon contributo. Continuate cosi, sono davvero molto apprezzati. In questi giorni ho riletto una segnalazione che mi ha fatto riflettere, da qui l'idea di scrivere questo articolo, dove se volete potrete commentare e dire la vostra opinione: sia che sia concordante o discordante e sempre motivo di confronto. Il bello di un blog è proprio questo: il confronto non solo con i membri o gli autori dello stesso blog ma anche con il mondo esterno che passando di qui per una semplice lettura si fa una sua idea. Ogni pensiero ne esce rafforzato ed è motivo di crescita. Ogni esperienza, negativa o positiva, ci fa crescere in egual misura; la stessa cosa vale per i concetti o i pensieri che possiamo esprimere.
La segnalazione che è stata fatta includeva una domanda, ed è forse per questo che mi ha fatto riflettere. La domanda è riferita a l'uso e ai risultati di programmi liberi non a pagamento. La frase è questa: "Però non si paga, quindi il risultato è lo stesso, no?".
Voi come rispondereste?
In questo caso si parla di una versione limitata di uno dei programmi più conosciuti, ma in questo filone includerei anche programmi che, a progetto salvato, includono il loro "marchietto" di fabbrica andando ad occupare una parte rilevante dei nostri risultati, oppure di quelli che non ti consentono di salvare gli elaborati se non per 30 giorni; insomma quei programmi che limitano un po il nostro operato.
Rispondendo alla domanda riportata nella segnalazione direi: per esperienza personale, che non tutto ciò che è gratis da risultati negativi; come non tutto ciò che è a pagamento da risultati ottimali; e viceversa. Il risultato comunque potrebbe essere lo stesso, vediamo perché. A volte ci sono software che, non solo in campo fotografico ma anche grafico, sono molto costosi e non hanno le stesse funzionalità di programmi Open Source che a sua volta cercano di trovare le soluzioni più vicine alle esigenze più attuali. In questo articolo voglio far riferimento ai programmi Open Source per avvicinarci al concetto di libertà, professionalità, creatività e risultato. A volte programmi Open Source hanno funzionalità aggiuntive che permettono anche la compatibilità con più programmi con l'uso aggiuntivo di plugin altrettanto liberi; difficile invece il contrario. Programmi molto costosi talvolta richiedono la compatibilità con plugin altrettanto costosi, e non tutti, soprattutto per chi si avvicina la prima volta nel mondo della fotografia, inizialmente possono permettersi di comprare programmi a pagamento; ma non per questo possiamo essere penalizzati da imparare la tecnica e le metodologie in un tempo limitato (a mio parere in 30 giorni è già tanto riuscire a conoscere l'interfaccia dei programmi figuriamoci la loro complessità, escludendo ovviamente l'uso dei loro plugin) oppure nel fare dei corsi che vanno oltre le nostre possibilità. Con l'Open Source possiamo imparare software diversi, in un tempo davvero illimitato, anzi imparare su questi programmi è già da subito una buona non che ottima palestra per imparare ad usarne altri, ed appagare la fame di conoscenze tecniche e metodologiche. Non è difficile trovare persone, che avvicinandosi al mondo Open Source, sappiano usare un'infinità di programmi perché è proprio la stessa filosofia che ti avvicina ad un mondo che ti può rendere libero ed anche professionista e soprattutto compatibile con le esigenze attuali anche se non ne hai le possibilità materiali. Mi riferisco non solo alla fotografia in quanto frutto di elaborazioni digitali, ma anche all'elaborazione di documenti, di ricezione di posta elettronica o di editing video e impaginazione, creazioni di grafiche vettoriali, musica e quant'altro. Quanti soldi dovremmo avere per far fronte a tutte queste esigenze che talvolta ci sono richieste anche solo per scrivere una semplice mail con allegato. Se non ci fosse la filosofia Open Source a renderci compatibile con il mondo attuale sarebbe davvero difficile permettersi tutto. Sta di fatto che spesso si fa una scelta per onestà e per rispetto del lavoro di tutti coloro che si impegnano nell'elaborare questi software, la scelta può essere quella di fare una donazione o quella di acquistarli. Una scelta dettata non solo dalla possibilità di imparare più strumenti ma anche da quella dettata dalle regole di alcuni concorsi ad esempio fotografici, dove vanno giustificate non solo le idee ma anche gli strumenti usati. È per me una buona regola e un buon consiglio per tutti, imparare prima a usare ciò che non ci possiamo permettere e poi fare il passo successivo della così detta professionalità che ci avvicina ad un mondo più commerciale.
Prima di andare in bicicletta si impara a camminare e prima ancora a gattonare...non è così? Più o meno dovrebbe essere così anche per la fotografia, per la pittura e per qualsiasi mestiere. Prima si impara a tenere in mano la matita poi il pennello, e non è per nulla escluso che si possa diventare un professionista con la matita. Non tutte le scuole sono aperte a metodologie di questo tipo, ma a ragion veduta che non ci sono le risorse per investire su tutto potrebbe essere una buona regola anche per queste. E' certo e ormai comprovato da più esperienze che il risultato non si misura dallo strumento che abbiamo a disposizione o dal costo di un programma ma dalle proprie capacità nel saperlo usare esprimendo la propria creatività. Spesso in fotografia i problemi sorgono non dagli strumenti che abbiamo a disposizione, ma perché pensiamo erroneamente di non possedere gli strumenti giusti per esprime la nostra creatività. Quindi in questo caso la nostra creatività viene penalizzata da questo pensiero. Si dice spesso: "Non ho lo strumento non riesco a esprimere la mia creatività": grosso errore! Se ci riflettiamo bene a volte basta davvero poco: prendi una scatola da scarpe e se ci pensi un po hai già creato una macchina fotografica, perché basta solo un piccolo forellino a renderti un creativo in fotografia. La professionalità si acquisisce con il tempo.
Alcuni si sentono già dei professionisti ed escludono a priori programmi che non siano creati in laboratori professionali; altri si avvalgono dell'Open Source e di persone che si impegnano nell'elaborare gli stessi risultati non escludendo che siano professionisti; altri per esigenze personali si avvalgono di entrambi. Usare l'Open Source è una filosofia che non esclude la possibilità di una crescita, il contrario ti da la possibilità di avvicinarti a più mondi, che sia grafico, fotografico o quant'altro, per poi decidere quali approfondire e di quali far parte. La fotografia è uno di questi mondi, l'Open Source è solo uno dei tanti strumenti, più che validi, aperto a tutti, che ci permette di esprimere la nostra creatività e di raggiungere i nostri risultati.

domenica 12 aprile 2015

Go!



Hai premuto il triangolo bianco e nulla si muove? Niente paura tutto normale...
La traduzione in italiano per "Go!" è "partire, andare, muoversi, viaggiare, spingere, funzionare", ed è proprio questo il significato di questa immagine: una provocazione virtuale. La foto così rielaborata, invita a premere il pulsante centrale cercando di dare il movimento a ciò che in realtà è statico. Non è strano che molti si accorgano dell'illusione, dopo il primo o secondo "Click" centrale. Ci siamo illusi, è vero, ma abbiamo contribuito al significato di "Go!" che è anche "muoversi", "spingere", "funzionare", "viaggiare"...si è tutto questo, ma solo per un'attimo. L'immagine del tram elettrico è rappresentativo del viaggio e del viaggiare, ed è puramente virtuale: ci aspettiamo infatti che questo si muova dopo il nostro click, ma ecco che la realtà ci mostra la vera immagine che è la foto rielaborata. Tre i livelli dell'immagine: il bianco e nero dello sfondo, il colore per il tram elettrico, e infine l'illusione del click in bianco e nero. Tre livelli di illusione della realtà.

Un viaggio virtuale dove nulla si muove ma che pensiamo di poter muovere...


sabato 28 marzo 2015

LA PRIMA DOSE

Ok, non è propriamente gratuito ed una pasdaran  dell'open source come Katy fischierà subito il rigore. Però non si paga, quindi il risultato è lo stesso, no?
Da un po' Adobe ha messo a disposizione la versione CS2 di Photoshop reperibile a questo indirizzo


http://www.techspot.com/

E' liberamente scaricabile e utilizzabile. Viene fornita di numero di codice, l'unica cosa non permette è la registrazione nel sito di Adobe e quindi non garantisce aggiornamenti (cmq non più rilasciati), assistenza e upgrade. Tutto sommato direi che ci possiamo stare.
In pratica Adobe regala la prima dose del proprio software nella speranza di farti diventare un tossico di Photoshop per farvi passare a versioni più evolute e costose. Una mossa pubblicitaria, ma se vi sentite abbastanza immuni da tentazioni, perché non provare?

PS è disponibile anche la versione Creative Suite 2.0 ;)

sabato 21 marzo 2015

mercoledì 18 marzo 2015

Se basta così poco per farvi contenti... animali strani i fotografi..... ;)
Cmq la foto è stata scattata al secondo piano della chiesa di Orsanmichele (in origine un granaio) attraverso gli spessi vetri antisfondamento.
Era durante la notte bianca quando il monumento era aperto al pubblico ed illuminata a giorno. Purtroppo non sono riuscito ad evitare i riflessi, anche perché ero in una fiumana umana....

p.s. mai stato a Oak Island... che faccio? Parto?

domenica 15 marzo 2015

Notte bianca... di qualche anno fa...

Sabotaggio.... avevo pianificato l'inserimento del post per ieri, ma non è partito in automatico.
Che il blog disponga di una propria anima critica che lo induca ad escludere le foto peggiori? o_o

sabato 14 marzo 2015

Tramonto

Suggestioni alla William Turner

venerdì 6 marzo 2015

PHOTOSHOP FOR FREE

http://apps.pixlr.com/editor/

Cari amici, segnalo a tutti questo editor on line che permette di modificare le nostre foto (o fare tante altre cose) con semplicità e velocità, con le stesse potenzialità di programmi professionali.

Aspetto le vostre recensioni. Un saluto a tutti

mercoledì 4 febbraio 2015

Obiettivo Pulizia

Spinta un pò dalla curiosità e anche dalla necessità, ho voluto mettere in pratica ciò che si dice circa il panno in Microfibra. Senza fare pubblicità a nessun prodotto in particolare e alla loro qualità ho accantonato l'idea di comprare un qualsiasi kit di pulizia per procedere alla pulizia del mio obiettivo con un panno ad alte prestazioni. Una delle caratteristiche che dovrebbe avere il panno per essere efficace è ad esempio quella di non trascinare la polvere ma catturarla nelle proprie fibre per rimuoverla, non deve graffiare la superficie ne tanto meno lasciare residui di tessuto come peletti o micro fibre di tessuto ed infine deve assorbire macchie e umidità. Alcuni Panni hanno una percentuale ben precisa di Poliestere e Nylon, l'ideale sono i panni con trame a nido d'ape per vetri, e specchi. Ce ne sono di vari tipi e di varie qualità ed i prezzi si aggirano intorno ai 3 euro fino ad arrivare agli 8 euro circa. Non sempre il maggior prezzo equivale alla qualità. 


Il consiglio è di sperimentare il panno in una superficie simile, come ad esempio una superficie liscia, su una copertina di plastica, su un CD, una superficie di alluminio o su una lampadina a luci rosse, per verificare che la patina non si graffi o venga rimossa. A voi la libera scelta del prodotto e degli esperimenti. Insomma dopo i dovuti accorgimenti potete procedere sul vostro prezioso obiettivo.
Di seguito la mia esperienza nel pulire la lente.
Il primo passo è senz'altro quello di pulire il tavolo da lavoro, affinché non ci siano capelli, residui di cibo, briciole, peli di gatto, polvere ecc...
Dopo di che si stende il primo panno in micro-fibra sul tavolo dove poter posizionare tutto l'armamentario per la pulizia.
Abbiamo bisogno di una pompetta per il soffio ad aria con testa a pennello, di un panno in micro fibra e tanta pazienza...
Si procede soffiando e spennellando la parte interessata cercando di rimuovere tutto il pulviscolo e possibili peletti.
Solo dopo questa operazione accurata e delicata sarà possibile usare il panno senza l'uso di alcun liquido, accompagnando la superficie con movimenti circolari cercando di asportare le macchie e l'umidità.
Se le macchie sono difficili è possibile appannare leggermente e senza esagerare la lente con la bocca (stiamo attenti però a non far uscire la saliva). Si procede sempre con il panno utilizzandolo nei punti sempre puliti.
A volte può essere necessario utilizzare tutta la superficie del panno a piccoli step. Si continua questa operazione più volte fino a quando non abbiamo ottenuto un risultato: a volte è un compromesso tra ciò che avevamo e ciò che possiamo ottenere.
Il consiglio è di non esagerare, la lente ha una leggero velo di protezione e sarebbe un peccato asportare anche quello.
Senza troppe parole e spiegazioni di seguito il video realizzato per la condivisione.

Risultato:


venerdì 30 gennaio 2015